Mozione Congressuale de PD XI municipio sul Testamento Biologico
“Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento”
Preso atto
che al Senato è stata approvata una legge proibizionista, che ha affossato il “Testamento Biologico”;
che con questa legge è esclusa la possibilità, per chi lo volesse, di decidere a monte del proprio futuro, in piena liberta di espressione e nel rispetto degli altri, negli eventuali frangenti che vedessero la propria vita mantenuta e prolungata artificialmente in fase vegetativa, lasciando indicazioni per avvalersi del diritto ad una morte naturale.
Considerato
che la legge approvata è anticostituzionale perchè va a ledere il diritto alla autodeterminazione sancito dalla Costituzione;
che minimamente va incontro a chi volesse realmente dichiarare alla società in cui vive qualcosa di applicabile in futuro con il proprio “testamento biologico”;
che in nessun altro Paese si è riusciti a scrivere in una legge che idratazione e nutrizione artificiale non sono trattamenti sanitari; infatti ciò è contrario alla comune conoscenza scientifica ed ignora che la valutazione di un trattamento del genere è una valutazione clinica.
Valutato
che l’etica medica deve ispirarsi alla natura e deve trattenersi dall’invadere ed abbattere i limiti naturali della vita e insegna che qualsiasi procedura medica non può essere intrapresa senza un consenso libero e informato;
che se un cittadino può rifiutare un qualsiasi intervento quando è cosciente, perchè privarlo del diritto di decidere in anticipo se rifiutare interventi straordinari quando non sarà più cosciente?
che la deontologia medica impone di curare il paziente e, quando non è possibile una cura, di alleviarne le sofferenze senza accanimento terapeutico.
Impegna
i quadri dirigenti del Partito Democratico, lungi dal dover rappresentare una Bioetica Unica di Partito, a perseguire ogni tentativo per far approvare una legge vera sul Testamento Biologico che garantisca in uno stato laico, senza interferenze da parte della politica stessa e tanto meno di autorità religiose, chi vuole optare con scelte personali che non sono limitanti nei confronti di chi su questi temi ha un sentire diverso, e vuole coerentemente diffonderlo e farlo condividere senza imposizioni.